SUNSET: il canto del cigno dei Tale of Tales



A voler esser precisi, i Tale of Tales non sono completamente inattivi. Diciamo che dopo l'ennesimo flop commerciale e dopo aver investito molto, ma probabilmente male, sul marketing di Sunset hanno deciso di ritirarsi dalla produzione convenzionale di videogiochi, cercando funding in modi diversi.

Peccato. Io adoro i Tale of Tales pur con tutte le macroscopiche imperfezioni delle loro opere. 


Ognuna di esse si è sempre concentrata su qualcosa di molto specifico, fosse la passeggiata di un'anziana donna in un cimitero o la malinconica contemplazione delle onde del mare. Sunset ci consegna le chiavi di un lussuoso appartamento di una fittizia città sudamericana. È la casa di un influente politico nonché filantropo che, spaventato dalla preoccupante escalation anti-governativa della nazione, decide di portare in salvo molte opere d'arte temendone la distruzione, recapitandole via via nel proprio appartamento.

Ma noi non siamo questo politico. Le chiavi di casa sua le abbiamo per fare le pulizie, ciò che sarà davvero il nostro unico compito. Non incroceremo mai il padrone di casa, eppure le interazioni non mancheranno. Dapprima per ragioni prettamente logistiche, poi per puro piacere, avrà luogo un fitto scambio di appunti. Appunti ma anche gesti, attenzioni e pensieri che l'uno o l'altro esprimerà.


Sunset è una delicatissima e maniacalmente progettata storia di due persone che approfondiscono la reciproca conoscenza tramite la condivisione di uno spazio. Un esempio di espressione che trascende le parole nel momento in cui ognuno parla per opere. Ed a catalizzare questi scambi c'è un mondo che fuori dall'appartamento è in fermentazione, la rivoluzione è alle porte ed un spazio sempre più affollato di arte somiglia sempre più ad un angolo di paradiso in una dimensione altra.

Qui la mia videorecensione completa:



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